Recensione di Patrizio Pacioni

Categorie: recensioni
Pubblicato il: 12 ottobre 2011

Kairi è un lottatore che vive perennemente al centro dell’arena.
Una guerriera indomita con la pelle dell’anima segnata di profonde cicatrici, impossibili da rimarginare.
Una dea pagana condannata al crudele destino di Tantalo. E l’avvoltoio che le rode e le divora non il fegato, ma il cuore (talmente generoso da rigenerarsi ogni volta) invece si chiama Lenny.

S’incontrano in Rete, dove Lenny è cacciatore di donne e Kairi preda leggendaria conosciuta da tanti, desiderata e temuta da tutti coloro che ne entrano in qualche modo in contratto, uomini e donne che siano.
Dove Kairi ha concesso pochissimi contatti nella vita reale, donando a quegli sparuti fortunati nient’altro che non sia il proprio corpo, la propria passione carnale, la straordinaria capacità di dare e ricevere piacere.
Eppure, seppure dopo non poche esitazioni, a Lenny finisce per donare anche l’anima.

Il viaggio interiore di Kairi è lungo e tormentato. Un percorso tortuoso in un labirinto dalle porte sbarrate, un’esplorazione nei più bui recessi della mente e della memoria che, probabilmente, potrà  servire alla fine più a chi ne leggerà  l’ondivago dipanarsi che a chi se ne è fatta così dolorosamente carico.

Un’impresa che potrebbe distruggere chiunque, ma non Kairi.

Articolo integrale sul sito di Patrizio Pacioni

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Copertina di Valentina Minutoli
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